25 Agosto 2019

Omnic (tamsulosina), Xatral (alfuzosina), Urorec (silodosina) e gli altri farmaci alfa-litici nella terapia dell’IPB: Quale è più efficace? Quale ha meno effetti collaterali?

IPB iperplasia prostatica benigna

I farmaci alfa-litici (o alfa-bloccanti) vengono utilizzati nella terapia dei sintomi legati all’iperplasia prostatica benigna (IPB). L’IPB è una condizione patologica estremamente diffusa caratterizzata dal progressivo ingrandimento della ghiandola prostatica. A causa degli stretti rapporti anatomici tra la prostata e le vie urinarie, i pazienti con IPB lamentano spesso disturbi urinari come l’attesa minzionale, il getto urinario rallentato, la necessità di urinare spesso durante la giornata, la necessità di alzarsi alla notte per urinare, l’urgenza minzionale, fino all’incontinenza da urgenza. Si tratta di una patologia benigna sostenuta dall’aumento del numero di cellule prostatiche (“iperplasia”); non è pertanto un tumore maligno (“neoplasia”) e non ha alcun rapporto con l’adenocarcinoma prostatico.

Il trattamento dell’IPB può avvalersi della terapia medica farmacologica o della terapia chirurgica. Generalmente, almeno nelle fasi iniziali, la terapia dei pazienti con IPB si basa sull’utilizzo dei farmaci. Solo in casi particolari o quando la risposta alla terapia medica è insoddisfacente si può ricorrere a soluzioni chirurgiche.

Sono molteplici i farmaci che possono essere impiegati nel trattamento dell’IPB; tra questi gli alfa-litici rappresentano una categoria largamente utilizzata e decisamente efficace nell’alleviare i sintomi urinari. In questo articolo ci soffermiamo sui vari farmaci alfa-litici disponibili e cerchiamo di capire se all’interno di questo gruppo di farmaci vi siano differenze in termini di efficacia e incidenza di effetti collaterali.

Farmaci alfa-litici nella terapia dell’IPB:

In questa tabella vengono riportati i principali alfa-litici utilizzabili nel trattamento dei sintomi urinari legati all’IPB:

FarmacoNome commercialeDosaggio
TerazosinaTeraprost
Unoprost
Urodie
1 cpr al giorno
(5 mg)
DoxazosinaBenur
Cardura
1 cpr al giorno
(4 mg)
AlfuzosinaXatral
Mittoval
1 cpr al giorno
(10 mg)
TamsulosinaOmnic
Pradif
1 cpr al giorno
(0.4 mg)
SilodosinaUrorec
Silodyx
1 cpr al giorno
(8 mg)

Meccanismo d'azione:

meccanismo d'azione

Questi farmaci sono in grado di bloccare i recettori alfa-1 adrenergici presenti a livello del collo vescicale, dell’uretra prostatica e della capsula e stroma della prostata. Questo blocco recettoriale determina una riduzione del tono muscolare di queste sedi con conseguente calo delle resistenze al processo della minzione e dello svuotamento vescicale. In pratica questi farmaci agiscono sulla componente dinamica dell’ostruzione urinaria, senza nessuna modifica delle componenti statiche ostruttive (come il volume della prostata).

Efficacia dei farmaci alfa-litici:

Si tratta di farmaci notevolmente efficaci nel ridurre i disturbi urinari legati all’ingrandimento della prostata. La loro azione è più marcata nell’alleviare i sintomi ostruttivi (come la lentezza del getto urinario, l’attesa minzionale, il mancato svuotamento della vescica) dovuti direttamente all’aumento del volume della ghiandola prostatica. In media il flusso urinario risulta migliorato del 30% in corso di terapia medica con alfa-litici. I benefici sui sintomi irritativi sono presenti ma meno eclatanti; questi disturbi (come la necessità di urinare spesso, l’urgenza minzionale, le minzioni notturne) sono infatti principalmente dovuti a modificazioni della vescica insorte come conseguenza dell’IPB. In presenza di pazienti con predominanza di sintomi irritativi, gli alfa-litici possono essere utilizzati insieme ai farmaci anti-muscarinici o beta-3-adrenergici (Betmiga), la cui azione farmacologica avviene principalmente a livello del detrusore vescicale.

Efficacia degli alfa-litici

L’effetto dei farmaci alfa-litici è rapido: i benefici sui sintomi urinari avvengono di solito già dopo pochi giorni dall’inizio della terapia. Dato che non sono in grado di ridurre il volume prostatico né di arrestare la progressiva crescita della prostata, questi farmaci – se usati in monoterapia – non riducono il rischio di un successivo intervento disostruttivo, né l’incidenza di complicanze nel tempo (come la ritenzione urinaria acuta). Per questo motivo – nei pazienti con disturbi urinari dovuti a IPB particolarmente voluminose – vengono spesso associati ad altri farmaci capaci di agire sul volume della prostata (come gli inibitori della 5-alfa-reduttasi: finasteride o dutasteride).

Confrontando l’efficacia dei singoli farmaci alfa-litici nell’ambito di studi scientifici eseguiti su larghe popolazioni di pazienti, emerge come non vi siano particolari differenze. In generale possiamo quindi affermare che non esiste un farmaco alfa-litico migliore di un altro nel ridurre i disturbi urinari. L’efficacia è buona sia nei farmaci di prima generazione - come terazosina e doxazosina - sia in quelli commercializzati più recentemente - come alfuzosina (Xatral, Mittoval), tamsulosina (Omnic, Pradif) e silodosina (Urorec, Silodyx). Nel singolo paziente, tuttavia, la risposta terapeutica può essere più o meno marcata a seconda del tipo di farmaco utilizzato; per questo motivo quando i risultati della terapia medica alfa-bloccante non sono del tutto soddisfacenti, si può provare a cambiare il farmaco alfa-litico.

Effetti collaterali:

Ipotensione da alfa-litici

Gli effetti collaterali più frequenti dei farmaci alfa-litici sono rappresentati dall’ipotensione, dall’astenia e dalle vertigini. Questi fenomeni sono dovuti alla dilatazione dei vasi sanguigni (vasodilazione), indotta dal blocco dei recettori alfa-1 adrenergici presenti anche nelle cellule muscolari lisce delle pareti vascolari. I recettori alfa-1 adrenergici che si trovano nelle vie urinarie sono leggermente diversi da quelli localizzati a livello vascolare: nel collo vescicale e nella prostata sono infatti predominanti i recettori adrenergici alfa-1A, mentre i vasi sanguigni presentano soprattutto il sottotipo recettoriale definito alfa-1B. E’ facile comprendere come più un farmaco alfa-litico sia “selettivo” per i recettori alfa-1A e minori saranno gli effetti collaterali cardio-vascolari.

Nell’ambito dei farmaci alfa-litici esistono sostanziali differenze in termini di selettività d’azione. In particolare i vecchi alfa-bloccanti (doxazosina e terazosina) sono risultati meno selettivi e comportano pertanto un rischio maggiore di ipotensione; la doxazosina (Cardura) viene addirittura spesso utilizzato proprio nella terapia medica nei pazienti ipertesi. Al contrario, gli alfa-bloccanti di ultima generazione (come tamsulosina e silodosina) sono più selettivi per i recettori alfa-1-A risultano quindi più sicuri da un punto di vista cardio-circolatorio.

Aneiaculazione da alfa-litici

Un altro effetto collaterale frequente per questa categoria di farmaci è rappresentato dalla riduzione della quantità di liquido seminale emesso durante l’eiaculazione, fino a situazioni di completa aneiaculazione. In passato si pensava che questo fenomeno dipendesse soprattutto dall’insorgenza dell’eiaculazione retrograda: la riduzione delle resistenze uretrali indotta dagli alfa-litici favorirebbe infatti il passaggio del liquido seminale in vescica durante l’eiaculazione (anziché venire spinto nell’uretra anteriore). Recentemente è emerso come le alterazioni dell’eiaculazione nei pazienti in terapia con alfa-litici dipendano anche (e soprattutto) da una riduzione generale dell’emissione del liquido seminale.

Questi problemi dell’eiaculazione sono più frequenti nei pazienti che utilizzano alfa-litici di ultima generazione, in particolare la silodosina. Al contrario, terazosina e doxazosina sono associate a rischi più bassi. In generale la terapia alfa-litica non comporta altre problematiche relative all’attività sessuale: il desiderio sessuale (libido) non risulta modificato e non vi sono rischi di disfunzione erettile. I farmaci alfa-litici hanno addirittura un effetto favorevole sull’erezione (anche se non molto marcato).

Un ultimo effetto collaterale degno di essere citato è rappresentato dal rischio di complicanze oftalmiche intra-operatorie durante interventi per la cataratta. Si tratta in particolare di problemi a carico dell’iride (“intra-operative floppy iris syndrome“ o "sindrome dell’iride a bandiera"). L’incidenza di questo evento avverso è maggiormante elevata nei pazienti in terapia con tamsulosina. In generale è bene avvertire il chirurgo oftalmico, in modo che possa valutare un’eventuale interruzione di queste terapie.

Conclusioni:

La terapia medica dell’IPB si avvale di molteplici categorie di farmaci. Gli alfa-litici rappresentano una categoria largamente utilizzata e indubbiamente efficace. In generale – tuttavia – non esiste una terapia standard applicabile in tutti i pazienti con IPB. La scelta del farmaco o dell’associazione di farmaci dipende da molti aspetti come il tipo di disturbi predominanti, le dimensioni della prostata, il rischio di progressione nel tempo, l’età del paziente, ecc.

In particolare, i farmaci alfa-litici sono molto efficaci nella terapia sintomatica dell’IPB ma non hanno alcuna azione sul volume prostatico. L’efficacia è simile per i vari farmaci alfa-litici: in generale non esiste un alfa-litico più potente di un altro ma la risposta nel singolo paziente può essere diversa.

Gli effetti collaterali ipotensivi sono più marcati per gli alfa litici di prima generazione (come terazosina e doxazosina), mentre le disfunzioni eiacularorie si verificano più spesso nei pazienti in terapia con alfa-litici di seconda generazione, in particolare la silodosina.

Approfondimenti:

Alternative alla terapia alfa-litica nei pazienti con IPB sono state oggetto di articoli dedicati. Potete trovare queste informazioni seguendo i link qui riportati:

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