30 Dicembre 2015

Urorec (Silodosina): un nuovo farmaco per l’eiaculazione precoce.

anatomia prostata e vescichette seminali

La silodosina (Urorec, Silodyx) è un farmaco appartenente alla categoria degli alfa-bloccanti (o alfa-litici) e viene comunemente utilizzato per il trattamento sintomatico dell’iperplasia prostatica benigna (IPB). La sua azione è quella di favorire il rilassamento delle fibre muscolari lisce presenti a livello del collo vescicale e della capsula prostatica, in modo da agevolare lo svuotamento della vescica durante la minzione.

L’efficacia terapeutica della silodosina nel migliorare i disturbi urinari dei pazienti con adenoma prostatico (IPB) è ben dimostrata e paragonabile a quella degli altri alfa-litici come la tamsulosina (omnic), l’alfuzosina (xatral) e la terazosina (unoprost).

La silodosina, tuttavia, si distingue dagli altri alfa-bloccanti per la maggiore incidenza di effetti non voluti sull’eiaculazione. In particolare, i pazienti in terapia con silodosina, riportano più frequentemente una riduzione del volume eiaculatorio e un allungamento dei tempi di eiaculazione fino a casi non rarissimi di mancata eiaculazione (“aneiaculazione”).

Perchè urorec influisce sull'eiaculazione ?

In parte questi effetti sono causati direttamente dalla minore tonicità della capsula prostatica e del muscolo sfintere dell’uretra durante l’eiaculazione: in questo modo una parte del liquido seminale – anziché venire espulso all’esterno attraverso l’uretra anteriore – va a finire all’interno della vescica. Si parla in questo caso di “eiaculazione retrograda”.

vescochette seminali e ampolle deferenziali

Recentemente è stato dimostrato come anche le vescichette seminali e le ampolle deferenziali (ovvero le zone anatomiche dove si trova la maggior parte del liquido seminale prima dell’eiaculazione) siano molto ricche di recettori alfa-adrenergici: i farmaci alfa-litici sarebbero quindi in grado di inibire la contrazione muscolare di queste strutture anatomiche determinando il ritardo dell’orgasmo e una ridotta emissione di liquido seminale. I problemi eiaculatori dei pazienti in terapia con alfa-bloccanti non sarebbero quindi dovuti esclusivamente all’eiaculazione retrograda ma anche ad una minore emissione di liquido seminale fino a casi di “aneiaculazione”. Il fatto che questi fenomeni siano più frequenti con la silodosina rispetto agli altri farmaci della stessa categoria potrebbe essere spiegato da una maggiore affinità della silodosina verso questi particolari recettori presenti a livello delle vescichette seminali e ampolle deferenziali.

Inoltre è stata dimostrata un’azione agonista diretta della silodosina su recettori dopaminergici di tipo D2 presenti a livello del sistema nervoso centrale che potrebbero avere anch’essi un ruolo nel complesso meccanismo dell’eiaculazione.

Possibile utilizzo di urorec nell'eiaculazione preococe:

eiaculazione precoce

Questa particolare azione della silodosina sull’eiaculazione viene ovviamente considerata come un effetto collaterale non voluto nei pazienti in cura per problemi di prostata. Tuttavia, nel recente passato – proprio sfruttando questa peculiarità - la silodosina è stata proposta con buoni risultati nella terapia dell’eiaculazione precoce, un disturbo della sfera sessuale estremamente diffuso del qual abbiamo parlato in dettaglio in un precedente articolo .

I rimedi per l’eiaculazione precoce sono molteplici ed estremamente eterogenei: si possono utilizzare le terapie comportamentali, la psicoterapia, i prodotti topici ad azione desensibilizzante, fino a veri e propri farmaci ad azione sistemica.

Sebbene siano tutti mezzi dotati di una certa efficacia, nessuno si è rivelato completamente risolutivo. Anche la dapoxetina (priligy) – un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (che ad oggi è l’unico farmaco disponibile con l’indicazione ufficiale per il trattamento dell’eiaculazione precoce) – non si è dimostrato completamente efficace in tutti i soggetti con questo disturbo.
Da qui nasce l’esigenza di sperimentare nuovi farmaci possibilmente dotati di efficacia maggiore e tra questi potrebbe ritagliarsi uno spazio importante proprio la silodosina.

Efficacia e sicurezza:

urorec silodosina eiaculazione precoce

Nella Letteratura scientifica andrologica sono già descritti alcuni studi preliminari in cui è stata impiegata la silodosina in pazienti affetti da eiaculazione precoce primaria (o “long-life”). Il farmaco è stato utilizzato sia in modo continuativo al dosaggio di 8 mg al giorno, sia alla dose di 4 mg da assumersi “al bisogno” (ovvero circa 2 ore prima del rapporto sessuale).

Per valutare l’efficacia della silodosina è stato considerato il tempo di latenza eiaculatoria intravaginale (“IELT”) e impiegati alcuni questionari soggettivi come il PEDT (“premature ejaculation diagnostic tool”). I risultati sono stati buoni: in particolare l’intervallo di tempo tra l’inizio della penetrazione e l’eiaculazione si è allungato in maniera significativa (di circa 3 volte).

Non si sono registrati effetti collaterali importanti a livello sistemico. Pare comunque prudente non impiegare la silodosina in soggetti con problemi di pressione bassa. Alcuni pazienti hanno riportato effetti indesiderati sull’eiaculazione stessa come il ridotto volume di liquido seminale e in alcuni casi la completa aneiaculazione. Questi fenomeni non hanno comunque alterato in modo significativo la soddisfazione sessuale globale indagata mediante questionari.

La silodosina è stata inoltre proposta nella terapia dell’eiaculazione precoce in combinazione con la dapoxetina (priligy) e con il tadalafil (cialis). Anche per il tadalafil sembra prospettarsi un possibile impiego in questo campo terapeutico nonostante il suo utilizzo ufficiale sia la terapia della disfunzione erettile. La terapia di combinazione con dapoxetina, silodosina e tadalafil è risultata più efficace rispetto alla monoterapia con dapoxetina nei pazienti con problemi di eiaculazione precoce.

Conclusioni:

Urorec potrebbe in futuro avere un ruolo importante nel trattamento dell’eiaculazione precoce primaria, anche in associazione con altri farmaci. I risultati preliminari hanno dimostrato buoni profili di sicurezza e buona efficacia.

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