11 Luglio 2015

Eiaculazione Precoce: Le Cause, i Rimedi e la Terapia Farmacologica.

L’Eiaculazione Precoce (EP) è una disfunzione sessuale estremamente diffusa caratterizzata da un’eccessiva rapidità dell’eiaculazione stessa. Non esiste una definizione univoca per tale problematica dato che diverse società scientifiche hanno prodotto definizioni e descrizioni leggermente differenti; tre sono gli aspetti in comune emersi dalle varie definizioni:

    Eiaculazione precoce
  1. Eiaculazione che avviene prima o poco dopo la penetrazione e, comunque, prima che il paziente lo desideri.
  2. Mancanza di controllo sull’eiaculazione (incapacità di ritardare l’orgasmo).
  3. Impatto negativo sul paziente con disagio, frustrazione e propensione ad evitare l’attività sessuale.

Alcune definizioni si basano anche su aspetti oggettivi / quantitativi come il tempo di latenza eiaculatoria dopo la penetrazione vaginale (IELT) e il numero di spinte pelviche: si tende a considerare precoce un’eiaculazione che avviene entro 1 minuto dalla penetrazione e/o in seguito a un numero di spinte inferiore a 15.

Tipi di Eiaculazione Precoce:

Una prima fondamentale classificazione dell’EP distingue una forma primaria (o congenita) da una secondaria (o acquisita). La prima – detta anche “long-life” – si manifesta dall’inizio dell’attività sessuale e tende a mantenersi costante lungo il corso della vita senza essere influenzata da fattori esterni (risulta quindi indipendente dal tipo di attività sessuale, dalla partner, ecc..). La forma secondaria, al contrario, si verifica dopo un periodo di funzione eiaculatoria normale e risulta causata da una serie di patologie che verranno analizzate in seguito.

Eiaculazione precoce

Un terzo tipo di eiaculazione precoce è rappresentato dalla forma saltuaria o situazionale: in questi pazienti il problema si verifica in maniera incostante e solo in determinate situazioni (come ad esempio con una nuova partner). Si parla invece di disfunzione eiaculatoria simil-prematura in presenza di pazienti con la sensazione di avere un’eiaculazione troppo veloce con i relativi disagi ma in presenza di tempi eiaculatori in realtà all’interno del range di normalità.

Un sottotipo di EP particolarmente grave viene definito “ante portas” e si verifica in pazienti in cui l’orgasmo avviene prima dell’inizio della penetrazione vaginale.

Quanto è diffusa l’Eiaculazione Precoce ?

Si tratto di un problema notevolmente diffuso e colpisce tra il 20 e il 30% della popolazione maschile sessualmente attiva. La forma primaria è quella più frequente, seguita da quella secondaria e poi dalla forma situazionale. Non è sempre facile valutare l’incidenza del problema dato che le definizione di EP stessa non è univoca.

Cause dell'Eiaculazione Precoce:

La forma primaria di EP sembra essere collegata a disordini della trasmissione della serotonina a livello del sistema nervoso centrale. E’ stato infatti dimostrato come il neurotrasmettitore serotonina sia responsabile di un’azione inibitoria sul riflesso eiaculatorio: in caso di ridotte concentrazioni o di problematiche a livello dei recettori si verificherebbe la comparsa dell’eiaculazione precoce. Altre cause di EP primaria sono costituite dall’ipersensibilità del pene (come in alcuni pazienti con fimosi e frenulo breve) e dalla eccessiva rappresentazione corticale cerebrale del nervo pudendo (situazione che porta ad amplificare a livello centrale gli stimoli sensoriali provenienti dai genitali).

Le cause di EP secondaria sono rappresentate da:

Molto spesso la genesi del problema è multifattoriale e coesistono nello stesso paziente cause organiche e cause psicogene (come stress, ansie, paure, conflitti relazionali e varie altre problematiche sessuologiche). Questo aspetto complica l’approccio terapeutico e determina la necessità di trattare questi pazienti in modo multidisciplinare: alla figura dell’urologo e/o dell’andrologo è spesso utile affiancare la consulenza dello psicologo / sessuologo.

Valutazione del paziente:

La storia clinica (anamnesi) ha un ruolo decisivo nella valutazione di questi pazienti. E’ fondamentale chiarire i vari aspetti dell’EP: in particolare il tempo di latenza eiaculatoria, la possibilità di controllare o meno l’eiaculazione e la qualità del rapporto nell’ambito della coppia. Esistono dei questionari validati che possono aiutare nell’individuare i pazienti con EP e nel valutare la gravità del problema (uno di questi è il PEDT: Premature Ejaculation Diagnostic Tool). Va inoltre indagato e chiarito il tipo di EP (primaria, secondaria, situazionale, ecc) e valutata l’eventuale presenza di disfunzione erettile. L’esame obiettivo prevede un’attenta valutazione dell’area genitale. In caso di EP secondaria può essere ovviamente importante eseguire esami di laboratorio mirati.

eiaculazione precoce

Trattamento:

Nei casi di EP secondaria la terapia non può ovviamente prescindere dalla risoluzione della causa primaria. Quando questo non è sufficiente e comunque in tutti gli altri tipi di EP si possono utilizzare numerose altre strategie di trattamento (spesso contemporaneamente nello stesso paziente):

A) Terapie comportamentali:

Si tratta di pratiche comportamentali volte a ritardare l’eiaculazione. Si eseguono solitamente con la collaborazione della partner. Una di queste è la strategia dello “Stop-Start” che consiste nell’arresto momentaneo del rapporto poco prima del raggiungimento dell’orgasmo con successiva ripresa dopo adeguata attesa. Un'altra tecnica proposta è quella dello “Squeeze” che prevede la compressione digitale del pene prima dell’eiaculazione in modo da determinare una minima detumescenza e da ritardare l’orgasmo. Un’ulteriore strategia empirica prevede la masturbazione prima del rapporto, in modo tale da desensibilizzare il pene e ritardare una successiva eiaculazione.

B) Psicoterapia:

Questo approccio, anche definito counseling o terapia della parola, si basa su una serie di colloqui con uno psicologo e/o sessuologo. Le sedute comportano solitamente il coinvolgimento anche della partner femminile. Consentono spesso di ottenere buoni risultati nel tempo.

C) Creme anestetiche per uso topico:

Si tratta di agenti da applicare localmente a livello del pene in modo da ridurne la sensibilità, come gel o creme a base di lidocaina, prilocaina o benzocaina. La loro efficacia nel ritardare l’eiaculazione è stata dimostrata da studi prospettici randomizzati ma possono risultare difficili da accettare da un punto di vista psicologico e richiedono l’utilizzo del preservativo (per evitare alterazioni della sensibilità vaginale).

D) Farmaci:

E) Terapie chirugiche:

In pazienti con EP primaria può essere proposto un intervento di circoncisione o frenulotomia con lo scopo di ridurre la sensibilità peniena (anche in assenza di situazioni fimotiche o di frenulo breve). Questi interventi, caratterizzati da effetti collaterali minimi, hanno tuttavia un’efficacia non dimostrata nell’aumentare il tempo di latenza eiaculatoria.

Conclusioni:

L’Eiaculazione precoce rappresenta una disfunzione sessuale purtroppo comune e spesso responsabile di severi disagi personali e relazionali. Le modalità terapeutiche sono multiple e possono richiedere spesso la collaborazione di specialisti diversi (urologo, andrologo, psicologo, sessuologo). Le terapie comportamentali, la psicoterapia, I farmaci SSRI, le terapie topiche e in minore misura anche gli inibitori delle PDE5 e gli alfa-litici, sono strumenti efficaci che possono essere utilizzati - spesso in associazione tra loro - nel trattamento dell’EP.

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