25 Agosto 2015

La Dieta corretta per la Prevenzione dei Calcoli Renali:
Quali alimenti evitare ? Quanta e quale acqua bere ?

dieta e calcoli renali

I calcoli delle vie urinarie sono concrezioni cristalline che si formano in seguito alla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze presenti nelle urine. La condizione patologica legata alla formazione dei calcoli prende il nome di calcolosi urinaria o urolitiasi.

I calcoli urinari possono essere localizzati in qualsiasi tratto delle vie urinarie: nei calici renali, nella pelvi renale, negli ureteri, in vescica e lungo il decorso dell’uretra. Più frequentemente si formano a livello dei reni da dove possono successivamente migrare nell’uretere. Quando sono in grado di ostruire il passaggio dell’urina verso la vescica causano quadri clinici caratterizzati da dolore molto intenso (“colica renale”). In casi più rari la formazione dei calcoli avviene direttamente all’interno della vescica.

La calcolosi urinaria rappresenta una patologia estremamente diffusa e con elevata incidenza di recidiva. Una corretta dieta può in parte contribuire a ridurre il rischio di formare nuovi calcoli urinari ed è quindi importante soprattutto nei pazienti che hanno già avuto episodi di urolitiasi.

Di cosa sono fatti i calcoli urinari ?

La maggior parte dei calcoli urinari sono formati da ossalato di calcio. Altri tipi di calcoli a base di calcio sono costituiti da fosfato di calcio o carbonato di calcio.
Nel 20% dei casi i calcoli sono invece di struvite (fosfato idarato di ammonio e magnesio): in questi casi la calcolosi è solitamente secondaria alla presenza di un’infezione urinaria.
In circa il 10% i calcoli urinari sono formati ad acido urico. Forme estremamente rare di calcolosi sono quelle dovute alla formazione di calcoli di cistina e xantina. In molti casi i calcoli urinari sono misti, e quindi formati da un insieme di sostanza diverse.

Perchè si formano i calcoli ?

Le teorie sulla patogenesi dei calcoli sono estremamente complesse e i fattori che possono influire sulla precipitazione e aggregazione dei calcoli sono molteplici. In generale possiamo dire che un ruolo importante è rappresentato dal rapporto tra la concentrazione urinaria di soluti potenzialmente litogeni (si parla pertanto di calcio, ossalato, acidi urici, ...) e la concentrazione di sostanze capaci di inibire il processo di cristallizzazione (come il citrato, il magnesio e i mucopolisaccaridi acidi).

Importanza della dieta nella prevenzione della calcolosi:

L’alimentazione gioca un ruolo importante nel determinare la composizione delle urine. L’entità dell’apporto di liquidi e il tipo di dieta possono infatti influire direttamente sulla concentrazione urinaria dei soluti litogeni e delle sostanze inibitorie.
Il pilastro fondamentale della prevenzione dei calcoli si basa sull’elevato introito di liquidi: ciò consente di aumentare la quantità di urine e di ridurre pertanto la concentrazione delle sostanze responsabili della formazione dei calcoli.
Per quanto riguarda la dieta alimentare, le raccomandazioni da seguire dipendono ovviamente dal tipo di calcolosi in oggetto. Bisogna da subito dire che la dieta è importante nel ridurre il rischio della formazione dei calcoli ma comunque non è in grado – da sola – di impedire la calcolosi. Esistono infatti pazienti con elevata assunzione di liquidi e dieta perfettamente bilanciata che continuano a produrre calcoli: questo perché la genesi dei calcoli è (come si è già detto) multifattoriale e non dipende esclusivamente dalla alimentazione dei pazienti.
In questo articolo si cerca di fornire consigli alimentari focalizzati sulla calcolosi di ossalato di calcio e acido urico; la prevenzione dei calcoli di struvite si basa infatti sulla prevenzione delle infezioni urinarie che ne rappresentano la causa.

Acqua: quanto bisogna bere ? quale acqua è meglio bere ?

bere acqua protegge dai calcoli

Aumentare l’introito di liquidi protegge dalla calcolosi urinaria indipendentemente dal tipo di calcoli presenti. Bere molto consente infatti di ridurre i processi di precipitazione e aggregazione dei calcoli e può favorire l’espulsione spontanea di eventuali piccoli aggregati già formati. Normalmente si consiglia di bere circa 2 - 2,5 litri di acqua al giorno, il più possibile uniformemente distribuiti nell’arco delle 24 ore.
E’ ovvio che in presenza di elevata sudorazione (come nei mesi caldi o in caso di attività fisica intensa) la quantità di liquidi da assumere dovrà essere ancora più elevata.

Sul tipo di acqua da preferire è invece difficile dare risposte certe. Di solito viene consigliato di bere acqua con basso residuo, ovvero con basse quantità di sali di calcio. Tuttavia nella letteratura scientifica urologica non sono presenti studi scientifici che possano confermare questa teoria molto diffusa nelle campagne pubblicitarie delle acque minerali; al contrario – i pochi studi epidemiologici condotti in questo campo – sembrano negare la pericolosità dell’acqua “dura” (ad elevato residuo fisso) nella genesi dei calcoli. Questo perché i sali di calcio possono contribuire a ridurre l’assorbimento degli ossalati presenti nella dieta. Se il consiglio di bere molto ha ampie conferme scientifiche nella prevenzione della calcolosi, lo stesso non si può dire sul tipo di acqua: ad oggi restrizioni particolari non sembrano giustificate, tranne quella di preferire acque non gassate.
Inoltre esistono condizioni cliniche in cui un elevato introito di liquidi può essere controproducente o addirittura pericoloso, come in corso di colica renale o nei pazienti con problemi cardio-circolatori. La colica renale, in particolare, è solitamente generata dalla distensione delle vie urinarie a monte dell’ostacolo (il calcolo) che impedisce il normale defluire dell’urina verso la vescica. In questa fase bere molta acqua (o somministrare farmaci per via parenterale) può contribuire ad aumentare il dolore !
L’acqua può essere integrata con assunzione di altri tipi di liquidi (come i succhi di frutta) mentre risultano estremamente controindicate le bevande zuccherate e gli alcoolici.

Calcio: i cibi ricchi di calcio sono davvero pericolosi per la formazione dei calcoli ?

giusta quantità di calcio

Diciamo subito che anche la nota raccomandazione di una dieta povera di calcio per prevenire la calcolosi non ha conferme scientifiche certe. Per molti anni è stato consigliato ai pazienti produttori di calcoli a base di calcio di evitare cibi come i formaggi o il latte, in modo da ridurre la concentrazione di calcio nelle urine.
Se è vero che un’elevata quantità di calcio nelle urine aumenta il rischio di formare calcoli a base di calcio, non è altrettanto vero che la concentrazione di calcio urinaria dipenda strettamente dalla quantità di calcio assunta con la dieta. Il metabolismo del calcio nel corpo umano è infatti estremamente complesso e solo in parte regolato dalla quantità assunta con gli alimenti.
Al contrario, alcuni recenti studi hanno dimostrato come il calcio possa addirittura avere un ruolo protettivo nella genesi dei calcoli di ossalato di calcio: sembra infatti che il calcio presente nel lume intestinale sia in grado di legarsi con l’ossalato e di formare un composto non assorbibile (e quindi eliminato con le feci); basse quantità di calcio favorirebbero la presenza di una maggiore quantità di ossalato libero con conseguente maggiore assorbimento di ossalato.
Possiamo invece affermare con sicurezza che una dieta povera di calcio può essere pericolosa per l’organismo soprattutto nella fase dell’accrescimento osseo e nelle donne in menopausa (a rischio di osteporosi).

La raccomandazione è quindi quella di assumere la giusta quantità di calcio (circa 1 – 1,3 grammi al giorno, pari cioè alla quantità presente in 1 litro di latte intero) senza eccessi ma nemmeno severe restrizioni.

Ossalato: è bene evitare eccessi di alimenti ricchi di ossalato.

non eccedere con gli ossalati

La concentrazione dell’ossalato nelle urine è direttamente proporzionale al rischio di formare calcoli di ossalato di calcio e dipende per circa il 20% dalle quantità di ossalato presenti nella dieta.
E’ quindi importante non eccedere nei cibi particolarmente ricchi di questa sostanza come ad esempio il cioccolato, la frutta secca (noci, nocciole, mandorle), alcune verdure (spinaci, bietole, barbabietole), alcuni frutti (frutti di bosco), i pomodori verdi e il te.
E’ bene sottolineare come questi alimenti non debbano essere eliminati dalla dieta ma assunti senza notevoli eccessi.
L’assorbimento degli ossalati risulta inoltre favorito dalla vitamina C: tuttavia non vi sono particolari restrizioni dietetiche verso gli alimenti ricchi di vitamina C. Questo deriva dal fatto che risulta difficile raggiungere dosi critiche di vitamine. Al contrario, questi alimenti possono avere un ruolo protettivo nella formazione dei calcoli, essendo ricchi di citrati.

Acidi urici e proteine animali: attenzione a non esagerare.

limitare acidi urici e proteine animali

La carne e in generale i cibi ricchi di proteine animali comportano un elevato introito di acidi urici e devono quindi essere ridotti nella dieta delle persone a rischio di produrre calcoli di acido urico.
E’ stato inoltre dimostrato che una dieta con elevato apporto di proteine animali comporta un maggiore rischio nella formazione anche dei calcoli di calcio, anche se il motivo non è ancora ben chiarito.
Si consiglia pertanto di non eccedere con le carni rosse e gli insaccati (non più di 3 volte alla settimana) e preferire piuttosto le proteine di origine vegetale (come i legumi).

Sale da cucina: va ridotto al minimo.

ridurre il sale da cucina

Una dieta ricca di sale comporta un rischio elevato per la formazione sia dei calcoli di calcio che di acido urico. Il motivo risiede nei complessi meccanismi di filtrazione a livello dei glomeruli renali: il risultato finale è quello di aumentare la quantità di calcio nelle urine e di determinare un abbassamento del pH urinario.
Si consiglia pertanto di non eccedere nel consumo di sale da cucina e di ridurre i cibi conservati con il sale (come le acciughe, il salmone, i salumi ecc); l’ideale sarebbe non superare i 4-5 grammi al giorno.

Raccomandazioni riassuntive per la prevenzione:

  1. Bere acqua in abbondanza.
  2. Evitare le bevande alcoliche e zuccherate (e in generale gli zuccheri semplici).
  3. Ridurre l’utilizzo del sale da cucina.
  4. Mantenere un normale apporto di calcio.
  5. Attenzione a non eccedere nei cibi ricchi di ossalato.
  6. Non esagerare nell’apporto di proteine animali, cercando di favorire quelle vegetali.
  7. Limitare i cibi ad alto contenuto di grassi saturi, preferendo quelli con grassi monoinsaturi e polinsaturi.

Appendice: Consigli pratici in dettaglio:

  1. Limitare gli alimenti ad alto contenuto di sale:
    • salumi e insaccati: bresaola, salame, prosciutto crudo e cotto, mortadella, pancetta, coppa, salsicce, wurstel.
    • formaggi molto salati: pecorino, gorgonzola, brie. Preferire tipi meno salati come ricotta, mascarpone, gruviera, scamorza, mozzarella, stracchino dolce, grana.
    • prodotti in scatola: carne in scatola, patè, caviale, pesci in scatola (acciughe, aringhe, alici, sardine, sgombri, tonno, salmone, gamberetti), verdure in scatola (crauti, spinaci, piselli, fagioli, mais)
    • pesci affumicati e marinati
    • prodotti da forno salati: crackers, salatini, focacce, pizza, pane comune (meglio utilizzare pane iposodico come quello toscano)
    • prodotti vari: olive, senape, ketchup, maionese, curry, patitine fritte, pop-corn, dadi per brodo, estratti di carne
    • ridurre il sale da cucina come condimento e utilizzare alternative per saporire e aromatizzare i cibi: pepe, peperoncino, paprica, noce moscata, cannella, zafferano, maggiorana, menta, aceto, limone, basilico, alloro.
  2. Eliminare gli alimenti che contengono molto acido urico: fegato, cuore, trippa, rognone, animelle, cervella, selvaggina, acciughe, sardine, sgombro.
  3. Limitare l’uso della carne a 3 volte alla settimana: sostituire con legumi, formaggi poco salati, uova, pesce fresco o surgelato (escluso quelli troppo salati o con alto apporto di acidi urici, elencati in precedenza)
  4. Non eccedere nei cibi ad alto contenuto di ossalato:
    • cioccolato e cacao
    • frutta secca: noci, nocciole, mandorle, arachidi
    • spinaci, bietole, barbabietole, rabarbaro, prezzemolo
    • pomodori verdi
    • frutti di bosco: fragole, mirtilli, lamponi
    • thè
    • prodotti integrali
  5. Limitare i grassi animali saturi: parti grasse della carne, pelle, strutto, lardo, burro, margarina, panna, cibi da fast food. Per il condimento utilizzare olio extravergine di oliva. Come metodi di cottura evitare i soffritti e la frittura; preferire la cottura alla griglia, ai ferri, in forno, al vapore, a bagnomaria, al cartoccio, bollito.
  6. Evitare superalcolici e digestivi. Vino e birra sono consentiti in moderata quantità.
  7. Usare poco zucchero (massimo 2 cucchiaini al giorno); limitare i dolci (torte, pasticcini, merendine, budini, caramelle, merendine, brioche), le bevande zuccherine (coca-cola, acqua tonica), la frutta sciroppata, le marmellate.
  8. Sugli alimenti ricchi di calcio non vi sono particolari restrizioni: una tazza di latte al giorno e una confezione di yogurt sono tollerati. Consumare formaggi poco salati.
  9. Consumare regolarmente frutta fresca e spremute, in particolare: pera, mela, pesca, albicocca, arancia, limone, pompelmo, kiwi, cachi, melone, anguria, ananas. Non eccedere con i frutti di bosco (come già detto) e con i frutti particolarmente ricchi di zuccheri (fichi e uva).
  10. Consumare regolarmente verdure fresche, in particolare: asparagi, broccoli, cavolfiori, cetrioli, lattuga, cipolla, ravanelli, rape, carciofi, finocchi, peperoni, zucchine, patate, pomodori rossi.
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